San Cipirello. "Cittadinanza Attiva", disappunto sulla scelta di demolire parte dell' area artigianale.


Il Comitato Cittadinanza Attiva torna sulla vicenda del finanziamento di un milione e mezzo di euro ricevuto dal comune di San Cipirello e sulla scelta, dell'amministrazione comunale, di utilizzare parte dei fondi per demolire una parte dell'area artigianale.
Il disappunto è stato espresso ieri durante un incontro che aveva  come tema “Innovare la politica, comunicazione, governance e buone prassi amministrative.

“Mentre gli altri comuni destinatari dello stesso finanziamento progettano il futuro economico dei propri territori, l' amministrazione comunale di San Cipirello sceglie una strada opposta - è stato ribadito - sollevando pesanti interrogativi sull’efficacia della propria visione strategica. Il finanziamento ricevuto è destinato alla valorizzazione e al rilancio dell'area artigianale e dovrebbe creare le condizioni per attrarre nuovi investimenti”.

I componenti del comitato Cittadinanza Attiva non condividono la scelta dell’amministrazione comunale di utilizzare quasi 300.000 euro per demolire piuttosto che per creare, potenziare o modernizzare. Si tratta infatti, di una scelta che balza immediatamente agli occhi non solo per l’entità della cifra sottratta allo sviluppo vivo dell’area, ma soprattutto perché trasforma San Cipirello in una vera e propria anomalia nel panorama siciliano.

I dati e i confronti con gli altri comuni parlano chiaro. Tra tutti i destinatari della medesima linea di finanziamento, San Cipirello è l’unico ad aver destinato una quota così rilevante per buttare giù vecchie strutture anziché per edificare il domani del comparto produttivo. Laddove gli altri sindaci verticalizzato le risorse su incubatori d'impresa, reti logistiche ed efficientamento energetico a beneficio diretto degli artigiani, qui si è preferito dare priorità ai colpi di piccone.

Le perplessità della cittadinanza e degli operatori economici sono più che legittime. Demolire può essere talvolta necessario per ragioni di sicurezza o di bonifica, ma destinare il quinto di un treno finanziario  irripetibile a interventi distruttivi, in un momento di profonda crisi per il commercio e l’artigianato locale, somiglia molto a un’occasione sprecata. L’area artigianale di San Cipirello necessita da anni di un rilancio strutturale che possa trattenere i giovani talenti e attrarre nuovi capitali. Sottrarre 300.000 euro a questo obiettivo significa ridimensionare l'impatto che il progetto complessivo potrebbe avere sul tessuto sociale ed economico locale.

“I fondi pubblici – è stato infine aggiunto - specialmente quelli di portata milionaria, dovrebbero servire a generare valore aggiunto, occupazione e prospettive a lungo termine. Invece, a seguito di questa scelta, San Cipirello rischia di rimanere indietro, con meno macerie ma anche con meno servizi per il proprio futuro e per le proprie imprese”.
(Redaz.)

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