San Cipirello, revisione del processo dopo il patteggiamento. Assolto funzionario comunale.

L' Avvocato Giada Caputo.

Il Giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Palermo nel procedimento che coinvolgeva l’ex Sindaco di San Cipirello Vincenzo Geluso e alcuni funzionari regionali dell’Assessorato all' Agricoltura, aveva rinviato a giudizio, tra gli altri, Salvatore Picardo, funzionario dell’Ufficio tecnico comunale, con l'accusa di falsita’ ideologica, in quanto lo stesso avrebbe alterato alcuni documenti presentati dal Comune di San Cipirello per sostenere una richiesta di finanziamento per la ristrutturazione di un bene confiscato.

Secondo la Procura della Repubblica di Palermo Picardo avrebbe firmato, dopo la scadenza del termine, alcuni documenti e apposto delle date. I fatti sarebbero stati ripresi da alcune video camere installaste negli uffici regionali.

La tesi difensiva del tecnico sancipirellese, che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti, ha puntato sulla trasmissione telematica degli atti in originale, fatto questo che assicurava la certezza della data e l' apposizione delle firme.

Al fine di evitare le lungaggini processuali ed eventuali provvedimenti di natura disciplinare,  Picardo chiedeva la definizione del giudizio e il patteggiamento della pena,  determinata in un anno e otto mesi di reclusione, con la sospensione condizionale, con sentenza emessa il 15 novembre 2021.

Nel frattempo però, gli altri imputati decidevano di procedere con il rito ordinario e dopo oltre 3 anni di istruttoria dibattimentale, il Tribunale di Palermo , in composizione collegiale e con sentenza emessa il 16 ottobre 2025, dichiarando i fatti contestati dalla procura “non sussistenti”, assolveva tutte le persone coinvolte.

Successivamente l’Avvocato Giada Caputo, nel frattempo subentrata nella difesa di Picardo, oltre a dimostrare che i documenti oggetto della contestazione di falso erano presenti in originale nella documentazione presentata dal Comune alla Regione, contestava una palese contraddizione tra la sentenza di patteggiamento con quella che aveva dichiarato l' assoluzione di tutti gli altri coimputati. Di qui il richiamo, della giovane legale, alla norma sulla inconciliabilità, nello stesso provvedimento, tra due sentenze di condanna e di assoluzione che consente il ricorso alla procedura di revisione.

E così la Corte di Appello di Caltanissetta accogliendo la richiesta di revisione ha revocato la condanna di patteggiamento e ha assolto Picardo Salvatore con la formula “ perche’ il fatto non sussiste “.

“Si tratta di una pronuncia assolutamente innovativa – ha affermato Giada Caputo – perche’ consente la revoca di una condanna, quando la stessa e’ stata emessa sulla scorta di presenti fatti delittuosi, poi dichiarati inesistenti da altra autorità giudiziaria. E’ il classico caso di scuola “, conclude il legale.


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