Droga, in Sicilia il sistema impiega 15 Mila persone. Nessun' azienda ha così tanti addetti.


Nella relazione della commissione regionale antimafia il presidente Antonello Cracolici ha evidenziato anche l'aumento della corruzione e la favoletta secondo la quale "con la mafia si può convivere". Dito puntato contro la società civile, "sempre più indifferente" e contro la "politica che, attraverso le istituzioni, ai vari livelli, sta dando un'immagine devastante di sé stessa".

Una Sicilia peggiorata, dunque, dove "la corruzione è in aumento e prevale la logica del favore e dell'amichettismo. Credo che questo sia uno degli aspetti più delicati che emerge dal lavoro della commissione". Sono queste le parole utilizzate da Cracolici, nell' introduzione all’Ars della relazione annuale dell' organismo parlamentare.

Il dito è puntato contro la società civile, “sempre più indifferente” e contro la “politica che, attraverso le istituzioni, sta dando un'immagine di sé devastante. C'è una corruzione che cresce a macchia d’olio e c'è un’opinione pubblica che si indigna ma al tempo stesso costruisce la domanda corruttiva. A fronte di tanti soggetti individuati, quanti ancora continuano imperterriti alla luce del sole, coltivando il privilegio per pochi, l'arbitrio, il favore... Che messaggio di rigore diamo? Ci sorprendiamo all'indomani dei fatti di cronaca, ma rischiamo di abituarci senza che ci sia un'azione forte di contrasto, con esempi da dare all'opinione pubblica. Ora come non mai la politica deve dare risposte, è necessario ripartire da zero e aumentare i controlli, di fronte a questi problemi non possiamo restare indifferenti".

Dalla corruzione alla droga, un'altro dei mali della società. “In Sicilia ogni giorno 15 mila persone si alzano per lavorare nel mercato della droga, non c'è un’azienda nella nostra regione che abbia così tanti dipendenti. Quello del traffico degli stupefacenti è un business che alimenta costantemente l’esercito della mafia e della criminalità”. Dalla relazione della commissione regionale Antimafia emerge che agli spacciatori di drog si rivolgono tra 50.000 e 100.000 persone. "I dati a nostra disposizione sono preoccupanti: aumenta di anno in anno l'offerta, e quindi la domanda, di droga", afferma la relazione, illustrata dal presidente, Antonello Cracolici. Solo a Catania ci sono 44 piazze di spaccio, con un esercito di circa 3.000 persone che soltanto nel capoluogo etneo ogni giorno 'monta il turno' dello spaccio: un esercito "pronto a essere arruolato dalle famiglie mafiose, manovalanza che, come si è visto qui a Palermo, è protagonista di azioni violente nei confronti di commercianti, pusher disposti a bruciare un autolavaggio per 200 euro". 

"Se proviamo a moltiplicare queste 'proiezioni' per ogni provincia - spiega l'Antimafia - il dato totale è sconfortante. A Palermo le persone che si rivolgono ai Sert sono 3.216, a cui si sommano 770 detenuti tossicodipendenti nelle carceri. Cifre quasi doppie a Catania, con 5.198 persone prese in carico dai Sert e 1.392 detenuti tossicodipendenti in carcere, per un totale di circa 6.600 soggetti. Facendo un rapido calcolo, sulla base di queste stime in Sicilia abbiamo tra i 50mila e i 100mila assuntori di stupefacenti".

“Si è detto spesso in questi giorni che le carceri sono diventate una groviera, ma c'è una situazione particolare che riguarda il carcere Pagliarelli che merita attenzione: non soltanto non c'è acqua calda, ma dai rubinetti esce acqua non potabile. Dunque l’acqua da bere deve essere acquistata dai detenuti, ma la maggior parte di loro sono immigrati o tossicodipendenti e non hanno i soldi per acquistarla. Il risultato è che per bere acqua potabile diventano ‘camerieri’ di altri detenuti, si creano gerarchie che sono una sorta di nonnismo. La politica ha il dovere di occuparsi anche di questi temi”, ha concluso Cracolici.
(Redaz. F.te Palermo Today)






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