San Giuseppe Jato, video non autorizzato e scontro tra maggioranza e opposizione.
Spettacolo poco edificante andato in scena ieri sera durante i lavori del Consiglio Comunale di San Giuseppe Jato, dove maggioranza e opposizione hanno dato vita ad uno scontro piuttosto acceso che ha richiesto l' intervento della Polizia Municipale, chiamata dal presidente a sedare gli animi. Non sono chiari i motivi della polemica, ma sembrerebbe che tutto sia riconducibile al fatto che la minoranza abbia rilevato come alle interpellanze e alle richieste di informazioni, risponderebbe sempre e soltanto il sindaco. Un copione che anche ieri sera si sarebbe ripetuto e che avrebbe provocato la reazione dei consiglieri di opposizione.
Il tutto ripreso e messo in rete con un video che in poche ore avrebbe fatto registrare migliaia di visualizzazioni.
Nelle riprese si vede un agente di P.M., chiamato dal presidente, entrare in aula per calmare un consigliere di minoranza durante un accesso diverbio con il Sindaco Siviglia.
Proprio la pubblicazione del video è al centro di un' ulteriore polemica in quanto sarebbe stato pubblicato senza le necessarie autorizzazioni.
Sebbene di recente il consiglio comunale abbia cercato di dotarsi di un regolamento per il servizio di ripresa e pubblicazione in streaming delle sedute, attualmente non è prevista questa possibilità.
L' eventuale violazione, quindi, torna a sollevare interrogativi sulla tutela dei dati personali, sul rispetto delle procedure interne e sulla trasparenza dell’azione amministrativa.
Secondo quanto riferito da alcuni consiglieri comunali, la registrazione sarebbe stata effettuata da un giornalista presente ai lavori, il quale l' avrebbe poi caricata e messa in rete attraverso un sito locale di notizie.
Alcuni consiglieri hanno
parlato di «un fatto grave», annunciando l’avvio di verifiche per accertare eventuali responsabilità. "La trasparenza è un valore fondamentale ma deve essere esercitata nel rispetto delle regole".
La pubblicazione dei lavori consiliari, infatti, segue procedure precise, che prevedono autorizzazioni formali e, in alcuni casi, l’oscuramento di parti che possono "arrecare danno o alterazione all' immagine dei consiglieri stessi e dell' ente comunale".
Sul piano normativo, la questione si colloca all’incrocio tra il principio di pubblicità delle sedute – generalmente garantito negli enti locali – e la disciplina sulla protezione della privacy, regolata in Italia dal Garante per la privacy e dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). La diffusione integrale di riprese audiovisive deve infatti osservare specifiche cautele.
Anche l’amministrazione comunale sta valutando possibili azioni per chiarire la dinamica della pubblicazione e verificare se vi siano state violazioni.
Il caso riapre un tema più ampio: come coniugare trasparenza e tutela della privacy nell’era digitale?
Commenti
Posta un commento