Hack e Zichichi, due visioni del mondo tra ateismo e fede nel creatore.
La dipartita, qualche giorno fa, del Prof. Zichichi, ci ha indotto a una riflessione che ci riconduce a forza, in quello che potremmo chiamare, a ragion veduta, lo specchio del paese. La reazione dell'opinione pubblica italiana al confronto tra Antonino Zichichi e Margherita Hack è stata e in parte rimane estremamente polarizzata, da divisioni culturali, religiose e ideologiche.
Da un lato Margherita Hack che, anche dopo la sua scomparsa nel 2013, gode di un'enorme popolarità tra i laici, gli atei/agnostici, i progressisti e gran parte del pubblico "di sinistra" o comunque non confessionale. Veniva infatti percepita come: persona schietta e ironica, diretta e molto popolare, nonostante la sua fama di accademica di alto livello.
Potremmo dire che, ha incarnato un simbolo di razionalità pura, senza compromessi ed è considerata una paladina dei diritti civili e dell’ateismo dichiarato senza timori di sorta.
Il suo “cavallo di battaglia” durante le interviste, alcune anche rimaste nell’immaginario collettivo, era questa sorta di etica laica, per la quale, non è necessaria nessuna religione per possedere e vivere una morale.
La sua morte nel 2013 ha generato un'onda di cordoglio trasversale, maggiormente marcata tra non credenti e intellettuali laici.
Dall'altro lato Antonino Zichichi ha avuto e ha tuttora, un seguito molto forte in ambienti cattolici, razionali e tomisti, fra gente convinta che fede e scienza non si combattono, né si annullano a vicenda, bensì si integrano, quasi in una sorta di alleanza, utile a fornire le risposte alle eterne domande dell’uomo di ogni tempo.
Per questi motivi, troppo spesso è stato etichettato come conservatore o addirittura berlusconiano, anche per via delle sue posizioni, apertamente critiche nei confronti del politicamente corretto, del green o dell’ateismo militante.
Ma proprio queste sue posizioni, ci mostrano invece un uomo che, “dice le cose come stanno" contro il mainstream e ogni sorta di condizionamento.
Molti fra i suoi sostenitori lo considerano più "profondo" e "logico" rispetto alla Hack, che secondo loro "si limitava alle stelle" o era "troppo categorica".
Alcune sue uscite, come «l'ateismo è fede nel nulla» vengono considerate come una specie di vittoria argomentativa.
Ciò che più abbiamo ammirato nel Prof. Zichichi sta nelle sue risposte logiche, anche quando bisognava scontrarsi con l’illogico, l’irrazionale e anche nei suoi vari tentativi di smontare l’ateismo che, a dirla tutta, era una cosa che gli riusciva abbastanza bene.
Ma qui arriva il paradosso tutto italiano: due scienziati di altissimo livello, entrambi divulgatori amatissimi, hanno incarnato per decenni due visioni opposte del mondo: Hack atea militante e Zichichi cattolico razionale. Eppure entrambi subiscono un diverso trattamento affettivo da parte dell’opinione pubblica.
Margherita Hack, icona laica, per milioni di italiani era la nonna severa ma affettuosa della scienza, quella che diceva pane al pane, non le importava di piacere ai potenti, difendeva diritti civili e laicità senza sconti, una eroina moderna, perfettamente integrata con la narrativa di parte laica, quella parte che, ritiene il proprio pensiero, superiore a quello opposto, perché nel 2026 non si può ancora perdere tempo con il trascendente e con la religiosità, né con la superstizione.
Antonino Zichichi, difensore di una "ragione teista" per un altro pezzo di paese era il fisico che "dimostrava" scientificamente l'esistenza di un progetto intelligente, l'unico a non piegare la testa al conformismo ateo-progressista.
Dileggiato da quella parte laica che, a ben vedere dovrebbe essere quella più aperta al confronto come valore imprescindibile dell’evoluzione umana secondo il pensiero post-moderno.
Nonostante tutto, ancora oggi, alcune tematiche proposte da Zichichi, causano il mal di stomaco agli afecionados della paladina Hack, proprio perché stimolano temi caldi, mai esauriti e sempre dibattuti sia in ambito scientifico che teista.
La logica ineludibile dell’universo secondo Zichichi, è ancora ferma là, baluardo di una visione completa e chiara del tutto, come risposta al nulla della Hack.
In conclusione, sia Hack che Zichichi ci hanno lasciato una enorme eredità di valori, ma a quelli volti allo scientismo e al nulla, preferiamo quelli in cui la visione teocentrica dell’universo è rivelatrice di una realtà che si sposa perfettamente con la fede in Cristo, alfa e omega, principio e fine di ogni cosa.
* Carmelo Caruso.
Commenti
Posta un commento