San Cipirello, buche nelle strade e parte l'ironia social.

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In un comune diventato ormai famoso per le numerose feste e manifestazioni gastronomiche, spesso ci si dimentica di un’altra eccellenza tutta locale: le buche stradali. Quelle meravigliose aperture nell' asfalto che proliferano indisturbate come fossero specie botaniche. 

Le buche stradali non sono solo crateri casuali: rappresentano un vero e proprio test di abilità per automobilisti e motociclisti. Dimenticate i videogiochi di guida: niente può competere con l’emozione di imboccare una strada cittadina chiedendosi se le sospensioni o le ruote della propria auto sopravviveranno alle trappole dell'asfalto.

Gli studiosi sostengono che le buche abbiano due funzioni principali: educare alla prudenza, perché frenare a ogni metro mantiene giovane e allenare la creatività: nessun percorso è mai lo stesso, le traiettorie cambiano quotidianamente, mentre la manutenzione è ormai cosa rara. 

Parliamo di qualcosa che ha anche un valore sociale, un fenomeno che unisce la comunità, capace di creare un senso di continuità emotiva: possiamo contare su poche certezze nella vita, quella buca all’angolo è una di queste.
Le buche stradali, inoltre, ci ricordano che la vita è imprevedibile. Che la strada può essere piena di insidie, ma anche di opportunità di fare una convergenza, magari dopo avere sostituito una gomma spaccata. Sono il modo in cui il destino ci dice: “Ehi, rilassati. Non puoi controllare tutto. E nemmeno le sospensioni della tua auto”.

Nei giorni scorsi, dopo numerose segnalazioni di buche in via Berlinguer, via San Filippo, via del Bosco, corso Trento, è pure partita l'ironia dei social, con alcuni utenti che hanno proposto di mappare le buche più celebri e trasformarle in itinerari turistici: “Il percorso dei crateri storici”.
Potrebbe diventare il nuovo trend del turismo esperienziale: foto accanto alla buca più vecchia, selfie con la buca più profonda, merchandising “Io sono sopravvissuto alla buca di Via …....”.
E' addirittura comparso un clown dentro una buca che offriva semiassi a buon mercato. 

Dal comune rassicurano che a breve partiranno i lavori di rifacimento del manto stradale di via Berlinguer e numerosi interventi di riparazione delle buche, quantomeno le più pericolose.

Nessuna notizia invece del ripristino dei tratti di strada interessate dai lavori di realizzazione delle reti idriche ed elettriche. Parliamo di via Matteotti, via San Filippo, via Vaccaro, via Crimaudo, corso Trento. Le ditte che hanno realizzato le opere ed eseguito gli scavi li hanno richiusi senza però ripristinare l'asfalto, ciò nonostante i lavori siano terminati da parecchi mesi e non si capisce se e in che tempi siano tenute a farlo. Risultato, oltre alle buche abbiamo anche gli avvallamenti e i rappezzi candidati a diventare patrimonio urbano permanente.

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