Camporeale, istituzioni a confronto per dire No alla violenza sulle donne.
A Camporeale è stato un 25 Novembre speciale, durante il quale si è tenuta un'importante iniziativa culturale in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. L'amministrazione comunale infatti, è stata promotrice di un convegno che ha coinvolto diverse istituzioni come la scuola, l'Arma dei Carabinieri, la parrocchia, i servizi sociali e diverse associazioni di volontariato. A supportare l'evento due importanti istituzioni del settore come il Punto di Intervento Sociale del Distretto Socio Sanitario e l'Associazione Nuova Generazione di Partinico. Diversi gli interventi di esperti e professionisti che con competenza e conoscenza hanno cercato di affrontare la tematica mettendo in risalto le tante sfaccettature del problema legato alla violenza e di sensibilizzare gli studenti sull'importanza della prevenzione, della denuncia, sull'attività dei centri di ascolto, sul lavoro dei servizi sociali e delle strutture di accoglienza.
Molti gli interventi che hanno sollecitato la necessità di fare rete e la sinergia tra istituzioni, che se non sono sufficienti a sradicare il problema almeno possono costituire un argine sociale nei confronti di un fenomeno che non accenna a diminuire.
La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 Dicembre 1999.
Nel suo intervento di apertura il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Giacone ha sollecitato le famiglie a riappropriarsi del ruolo educativo e a sostenere in tutti i modi i percorsi di crescita e di formazione dei ragazzi, affinchè possano crescere in modo sano e possano acquisire consapevolezza circa il rispetto della donna e della sua libertà.
Nell'intervento di chiusura il Sindaco Gigi Cino richiamando il ruolo delle istituzioni ha chiesto al governo regionale e a quello nazionale strumenti legislativi più efficaci e maggiori risorse economiche per i comuni, che con i servizi sociali sono sempre in prima linea rispetto agli interventi e alle esecuzioni dei tribunali a tutela delle donne e dei minori vittime di violenza.
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