San Giuseppe Jato e la crisi politica. Liuzza: no a ingerenze e strumentalizzazioni.
Sulla spaccatura interna alla maggioranza di governo a San Giuseppe Jato, interviene il presidente del consiglio comunale Antonino Liuzza che smentisce la ricostruzione dei fatti rappresentata da Siviglia e dai consiglieri di maggioranza, precisando che "la contrarietà al provvedimento, ancor prima che nel merito è stata sul metodo".
“Su Input dell'opposizione - racconta - era stato concordato lo scorporo delle singole proposte, inizialmente inserite tutte in un unico calderone e il ragioniere capo, con un lavoro certosino, aveva già predisposto gli atti così come indicato. L'assessore al bilancio, non curante delle indicazioni mie e dei consiglieri, ha imposto l'esame della proposta in unica soluzione, ponendo l'organo assembleare davanti ad un irricevibile out out, una condizione che abbiamo ritenuto di non accettare perchè percepita come una forzatura oltre chè come
un' ingerenza nei lavori del consiglio comunale”.
“Non abbiamo alcuna preclusione - continua Liuzza - nei confronti delle proposte dell'amministrazione che siamo disposti a valutare e, se utili alla collettività e in linea con gli interessi dei cittadini, a sostenere, ma non siamo disposti a subire un simile atteggiamento”
Liuzza parla di “tirannia” probabilmente riferendosi ai continui tentativi, da parte del sindaco, di imporre il proprio volere, di limitare l'autonomia dei consiglieri e di ostacolare le libere determinazioni consiliari.
Per il Presidente del consiglio “tutto ciò è inaccettabile, così come è incomprensibile il fatto che il Sindaco si avvalga dei social per dare una comunicazione importante come la chiusura della guardia medica, anziché riferire nei luoghi istituzionali e più idonei come il consiglio comunale”.
Liuzza evidenzia poi un altro fatto importante, cioè il rifiuto del capogruppo di maggioranza Pietro D'Agostino, di firmare il “comunicato in supposte” contro i consiglieri “ribelli”. “Non posso non prendere atto positivamente che il capogruppo abbia ritenuto di non condividere il comunicato contro me e contro la consigliera Catalano, ciò conferma che questa iniziativa è un ulteriore tentativo maldestro di strumentalizzare la bocciatura della variazione di bilancio, addebitando ai consiglieri responsabilità inesistenti rispetto, ad esempio, all'iter sul riordino dei confini”. Liuzza invece, ravvede nell'atteggiamento dell'amministrazione “il tentativo di mettere le mani avanti rispetto alla probabile incapacità di sorreggere la mole di lavoro necessaria a completare l'iter del riordino”.
D'Agostino, così come lo stesso Liuzza e la Catalano, militano nello stesso partito, la DC Nuova, ed è comprensibile supporre che dietro il rifiuto di firmare il comunicato potrebbe celarsi la volontà di evitare contrapposizioni con i colleghi di partito.
La nota del presidente dell' assise cittadina, che confida in futuro in un rinnovato impegno da parte di tutti su temi importanti e per il bene dei cittadini, si chiude con l' invito, rivolto all' intera comunità a partecipare alla fiaccolata per la pace che si terrà stasera alle 21,00.
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