I giovani del giubileo, esempio di speranza e modelli per i loro coetanei
Forse non serviva un pretesto straordinario per vedere la Città Eterna riempirsi di vita, di entusiasmo , di giovani. Eppure, in questo Anno Giubilare – iniziato con le mani stanche ma salde di papa Francesco che hanno spalancato la Porta Santa della Speranza – Roma è tornata ad essere un crocevia di pellegrini, un luogo in cui la fede si fa cammino.
Se a Roma non serviva un pretesto per riempirsi di vita, per noi, oggi come sempre, il Giubileo è l’occasione che ci viene offerta per essere richiamati a una vita piena. Roma si prepara dunque a vivere il Giubileo dei Giovani, che si protrarrà fino a Domenica 3 Agosto.
Forse il più atteso e sentito tra gli appuntamenti giubilari, per la lunga tradizione di incontro tra i giovani e il Santo Padre. A Tor Vergata, per la prima volta, i giovani di tutto il mondo potranno abbracciare papa Leone XIV e affidargli il loro affetto, la loro preghiera e la loro speranza. Sarà un tempo di grazia, di preghiera e di festa, che invita a riscoprire il senso profondo della speranza e del cammino condiviso.
In questo contesto, anche l’Azione cattolica sarà protagonista con un’articolata proposta di attività, pensata per accompagnare i giovani a vivere il Giubileo come una vera esperienza di Chiesa in uscita. Perché la speranza cristiana è, prima di tutto, una forma alta di responsabilità.
A muovere i giovani di AC è stata la testimonianza di fede di Pier Giorgio Frassati, un giovane che ha saputo trasformare la speranza maturata nell’incontro con il Signore in scelte concrete di impegno e servizio.
Il centro della proposta dell’Ac a Roma per il giubileo sarà la Chiesa Nuova di Santa Maria in Vallicella e la piazza antistante che ospiteranno, il 30 e 31 luglio, una mostra dedicata a Frassati, oltre momenti di riflessione sulla sua vita e spazi di incontro ispirati alla sua fede concreta, vicina ai poveri e protesa verso l’alto. Frassati è per tutta l'Ac una parola viva, un esempio di come l’incontro con il Signore ci inviti ad essere saldi nella fede e responsabili nel mondo anche in un tempo attraversato da crisi e sfide globali.
I giovani pellegrini possono così diventare un esempio per tutti e un modello di speranza per i tanti coetanei in cerca di senso, in cerca di una propria dimensione e di una propria identità in un mondo che non può fare a meno di loro.
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