Blitz Antimafia, spunta il nome di Aricò. L'Assessore : “il politico di cui si parla non sono io”.


L'inchiesta antimafia di inizio Febbraio, che tra Palermo e il territorio provinciale ha portato all'arresto di oltre 180 persone, continua a scuotere pure i palazzi della politica. L'articolo pubblicato da "La Repubblica" alcuni giorni fà, ha sollevato un certo clamore intorno alla figura dell'Assessore Regionale Alessandro Aricò, al punto che oggi il quotidiano ha pubblicato un'intervista replica, con la quale Aricò smentisce i riferimenti alla sua persona.
Ricordiamo che alcuni tra gli arrestati, nel 2024 durante le intercettazioni facevano riferimento a “uno che ha 12mila voti ed è alla regione”. Subito è partita la corsa al misterioso deputato. Oltretutto il riferimento, a quanto pare, era ad alcuni lavori nel comune di Terrasini,  che sarebbero stati eseguiti da un'impresa di proprietà di Calogero D'Anna, figlio di un boss e coinvolto nell'indagine proprio insieme al padre.
Dall'intercettazione è emerso che ci sarebbe stato il tentativo di organizzare un incontro al quale avrebbe dovuto partecipare proprio il “misterioso” politico.
Nei giorni scorsi la guardia di finanza ha eseguito una perquisizione presso l'ufficio tecnico del comune di Terrasini sequestrando i faldoni relativi ad alcuni lavori pubblici eseguiti dalle ditte coinvolte. 
A fare cadere i sospetti sull'Assessore regionale sarebbe stata, oltre ai riferimenti al numero di consensi,  la sua vicinanza al Sindaco di Terrasini Maniaci, anche lui militante nello stesso partito di Aricò, Fratelli d' Italia. 
A seguito del sequestro da parte dei finanzieri, a Terrasini è scoppiata la bufera politica e da giorni si respira un'aria pesante.
(F.te La Repubblica)

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