Sicurezza sul Lavoro e "caporalato", controlli a tappeto e contrasto all'illegalità.
Si intensificano i controlli dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Palermo Comando Gruppo Tutela Lavoro.
L'attività viene espletata in quotidiana sinergia con l'Arma territoriale e con gli Ispettori INL distaccati in Sicilia presso il Dipartimento Generale del Lavoro regionale. I controlli stanno interessando cantieri edili, aziende agricole, attività commerciali, di tutta la provincia di Palermo, per verificare il rispetto delle normative giuslavoristiche e delle leggi in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. L'iniziativa è parte della strategia espletata su tutto il territorio nazionale e mira a contrastare le diverse forme di illegalità che interessano il mondo del lavoro.
A finire sotto la lente d'ingrandimento, nel solo mese di giugno sono state 112 imprese operanti nei delicati settori edili e agricoli.
A seguito di accurate verifiche e mirati accessi ispettivi presso le aziende, al fine di contrastare lo sfruttamento del lavoro che nasce dallo stato di bisogno proveniente dalle fasce più deboli della popolazione, sono state denunciate, alle competenti procure, 21 tra committenti, imprenditori, e professionisti, ovvero i coordinatori della fase della progettazione ed esecuzione dei lavori, questi ultimi ritenuti responsabili di non aver opportunamente vigilato sulla messa in sicurezza dei cantieri. Tra le violazioni in materia di lavoro più ricorrenti sono state rilevate la mancata vigilanza e segnaletica di sicurezza, la mancata visita medica e la formazione specifica per il personale, la mancata installazione delle protezioni con pericolo di caduta dall’alto, la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale agli operai.
In ambito agricolo i controlli hanno permesso di accertare diversi casi di sfruttamento ed elusione delle norme in materia di sicurezza, prevenzione e igiene sui luoghi di lavoro.
Nel partinicese è stata elevata una multa di 110 Mila Euro a carico di un' azienda agricola, alla quale sono state contestate numerose violazioni.
Nel complesso i controlli hanno permesso di accertare la presenza di numerosi lavoratori in nero, quasi il 50% e sono state, inoltre, elevate sanzioni amministrative per un totale di 590.991,00 euro. In diversi casi si è provveduto anche a comminare il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, impedendo alle ditte di continuare a lavorare in circostanze di massimo pericolo per la sicurezza dei propri operai.
La stretta, da parte delle autorità competenti, è stata sollecitata da sindacati e organizzazioni di categoria, a seguito dell'ennesima disgrazia che ha coinvolto un operaio, morto dopo avere perso un braccio in un incidente sul lavoro.
Quello dei controlli in campo lavorativo rappresenta un tema molto delicato, sul quale si stanno concentrando gli sforzi degli organi competenti, allo scopo di prevenire e reprimere quelle condotte che mettono in pericolo l’incolumità dei lavoratori, in un momento storico che registra un crescente numero di morti “bianche” su tutto il territorio nazionale.
I controlli continueranno anche nelle prossime settimane al fine di garantire la massima osservanza delle norme a tutela del lavoro, di tutti gli imprenditori onesti, dei lavoratori stessi e delle loro famiglie.
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