Europee, tra Cuffaro e Renzi prove tecniche di alleanza.
Il feeling con Matteo Renzi ha una lunga data: fin da quando il leader di Italia viva sedeva nella cabina di regia del Partito democratico. Sarà per quella antica militanza nella Democrazia cristiana di Rignano sull’Arno, ma di fatto Totò Cuffaro ha sempre guardato con grande interesse alle evoluzioni politiche di Renzi. Il dialogo sotterraneo tra i due è sempre esistito e negli ultimi tempi si è intensificato. Nei primi giorni di febbraio un incontro per discutere anche di Europee ma l’accordo che in tanti nel centrodestra danno per scontato, in realtà, ancora non stato messo nero su bianco.
Non è un mistero che Cuffaro coltivi il sogno di una lista di "Popolari". Ritenendo difficile, se non addirittura impossibile, che ciò possa accadere in accordo con la Lega, Cuffaro, che nei giorni scorsi non ha rinunciato ad incontrare lo stato maggiore del Carroccio in Sicilia, guarda a Renzi e a Italia viva. I rapporti con i leghistai sono buoni, ma c’è troppa folla sotto al vessillo di Alberto da Giussano. La guerra interna tra il vice presidente della Regione Luca Sammartino e l’ormai ex commissaria Annalisa Tardino ha portato all’accordo federativo con il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo, sponsorizzato dalla parlamentare europea uscente, e appare difficile che al cocktail si possa aggiungere un ulteriore ingrediente.
Tanto più che tra i due ex governatori non scorre buon sangue.
“Non ci sarà alcun accordo elettorale per le Europee con la Lega, abbiamo solo buoni rapporti politici in Sicilia”, ha sottolineato Cuffaro che per rafforzare la posizione ha escluso anche Italia viva. Il viaggio per le Europee, però, è ormai lanciato: resta soltanto da capire se il treno della Dc fermerà alla Leopolda.
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