San Giuseppe Jato ricorda il piccolo Di Matteo e gli dedica il parco urbano.
San Giuseppe Jato, in occasione del 28° anniversario della morte, avvenuta per mano mafiosa l’11 gennaio del 1996, ha ricordato ieri il piccolo Giuseppe Di Matteo e gli ha dedicato il parco urbano, che ora porterà il suo nome.
La cerimonia si è tenuta nella sala multimediale Pio La Torre della Casa del Fanciullo e si è conclusa proprio nel parco adiacente l' edificio comunale.
“Una morte brutale che non può essere dimenticata”: lo ha detto l’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo che, in rappresentanza del governo regionale, ha partecipato oggi a San Giuseppe Jato. “Quell’efferato delitto – conclude Tamajo – ha mostrato chiaramente tutta la crudeltà e l’immoralità dei fantomatici ‘uomini d’onore’. Perché di onorevole, nell’essere mafiosi, non c’è proprio nulla”.
In un'aula multimediale gremita e davanti a tanti ragazzi delle scuole del territorio che si sono esibiti in canti, recite e letture di riflessione personali, il Sindaco Siviglia e il presidente del consiglio comunale Liuzza, non hanno fatto mancare la loro testimonianza. Il primo cittadino ha affermato che la città sa da che parte stare e che la comunità ha gli anticorpi per difendersi dalla mafia. Mentre il presidente del consiglio comunale, dopo avere omaggiato un mazzo di fiori alla Manna di Giuseppe, Franca Castellese, non ha esitato a definire "bestie" gli assassini del bambino.
I due hanno assicurato che nei prossimi 5 anni e sicuramente anche in futuro, la città saprà metterà in campo ogni mezzo a sua disposizione per contrastare la criminalità organizzata.
Il progetto è stato voluto dalle allora commissarie straordinarie prefettizie Esther Mammano, Federica Nicolosi e Susanna Conte, ed ha previsto la riqualificazione dell’area sequestrata grazie a fondi del ministero dell’Interno, nonché l’arricchimento naturalistico del terreno con 260 piante, alberi e arbusti di diverse specie, tutte tipiche della zona, a tutela della biodiversità, messe a dimora grazie alle donazioni e all’impegno di un gruppo di imprese che fanno parte della rete #GreenHeroes.
Giuseppe Di Matteo era nato a Palermo il 19 gennaio 1981, fú rapito il pomeriggio del 23 novembre 1993, all’età di 12 anni, in un maneggio di Piana degli Albanesi, da un gruppo di mafiosi che agivano su ordine di Giovanni Brusca, allora latitante e boss di San Giuseppe Jato.
Fú ucciso per vendetta contro il padre Santino "mezzanasca", che era diventato collaboratore di giustizia. L'ordine di strangolarlo arrivò da Giovanni Brusca, non appena il boss apprese che le dichiarazioni di Di Matteo Senior gli erano costate una condanna all'ergastolo.
Il bimbo venne prima strangolato e poi sciolto nell’acido. Il delitto fú ammesso dagli stessi esecutori durante i loro interrogatori e ancora oggi provoca forte sgomento. La barbara uccisione del piccolo Di Matteo, mise definitivamente a nudo la mafia in tutta la sua spietatezza, crudeltà ed efferatezza.
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