Regione, maggioranza senza accordo su provinciae e sanità.
Al centro dell’incontro l’addio ai Liberi consorzi e all’elezione di secondo grado voluti dal governo Crocetta: i presenti hanno concordato sulla necessità di andare avanti sulla reintroduzione dell’elezione diretta dei vertici degli enti, nonostante la cautela di diversi presenti rispetto al provvedimento atteso da Roma che dovrà prima di tutto mandare in soffitta la legge Delrio. Il passaggio a livello nazionale resta la condizione primaria per portare avanti la riforma a Sala d’Ercole. In attesa dell’ombrello romano, il ddl già approvato in prima Commissione andrà avanti all’Ars ma dovrà superare l’esame della commissione Bilancio. In quella occasione si aprirà il capitolo dei costi. La riforma, infatti, rispetto al disegno di legge di partenza, ha visto lievitare il numero di consiglieri e assessori provinciali previsti e il governo dovrà presentare le coperture finanziarie.
Restano, inoltre, le distanze tra le varie anime della maggioranza sull’eventuale data del voto. Fratelli d’Italia preferirebbe l’election day che unirebbe Provinciali ed Europee in primavera, mentre alcuni alleati vorrebbero scindere le due date. Ha tentato di mediare la Dc: nel caso in cui Roma dovesse riunire nello stesso giorno le Europee e le Amministrative previste in alcune grandi città anche la Sicilia dovrebbe adeguarsi, “ma in caso contrario – è stato il ragionamento esposto da Totò Cuffaro al tavolo – l’Isola potrebbe considerarsi libera da vincoli di date”. Ci sarà tempo per riaprire il file. Sul campo resta l’intesa, raggiunta nel corso di una riunione definita da più parti “serena”, riguardo ai nuovi commissariamenti per sei ex Province: una presa d’atto, più che altro, dal momento che un emendamento approvato all’Ars nel mese di giugno prevede che saranno soltanto i dirigenti della Regione in servizio a guidare gli enti. Ok anche alla nomina dei presidenti dei Consorzi universitari. I nomi, in entrambi i casi, arriveranno in settimana da parte del governo. A fare da collante della coalizione, inoltre, è l’impegno a fare presto anche sulla riforma dei Consorzi di bonifica e sui termovalorizzatori che dovranno sorgere sui due versanti della Sicilia: occidentale e orientale.
Rinviata la discussione più attesa: quella sulle nomine nella sanità regionale. In ottobre scadranno i mandati dei commissari di Aziende sanitarie e ospedaliere e il governo dovrà mettere mano al puzzle. La questione nelle scorse settimane ha causato più di una frizione con la Lega e l’Mpa rispetto agli elenchi degli idonei agli incarichi, e anche gli altri partiti della coalizione sono alla finestra. Per questo motivo al tavolo di lunedì pomeriggio si è deciso di sorvolare su una vicenda che rappresenterà il vero banco di prova per la maggioranza nelle prossime settimane, con l’incrocio pericoloso della Finanziaria da approvare entro fine anno. A surriscaldare ulteriormente il clima anche il piano di riordino della rete ospedaliera studiato nelle scorse settimane dall’assessorato alla Salute. A piazza Ottavio Ziino, sede dell’assessorato, si sta pensando di eliminare i reparti ‘doppioni’ negli ospedali vicini. Sul punto la Lega, con il presidente della commissione Salute dell’Ars Giuseppe Laccoto, ha già chiesto il confronto in Parlamento.
Commenti
Posta un commento