Corruzione, truffa e falso, l'inchiesta che scuote la politica siciliana.


L'inchiesta che all'alba di oggi ha portato alla luce un giro di tangenti, atti falsi, indebita percezione di pensioni di invalidità e truffa, scuote la politica siciliana, visto lo spessore e il ruolo politico di alcuni indagati.
Su tutti spicca il nome di Agostino Genova, di Partinico, assessore della giunta Rao, uomo forte della Nuova DC di Cuffaro, il quale deteneva importanti incarichi di partito.
Il coinvolgimento di Genova, personaggio da sempre sotto i riflettori e non certo un esempio di lampante rettitudine e il suo rapporto personale con Cuffaro, ha fatto emergere una questione mai realmente sopita: la questione morale e l'eterno alone del sospetto legato alla reputazione dello stesso Cuffaro e dei propri amici. Tutto questo in un momento in cui la DC Nuova cerca una definitiva consacrazione, che passa proprio dalla radicazione sul territorio e che  probabilmente arriverà con le elezioni Europee della prossima primavera, a cui Cuffaro & co. stanno lavorando. E proprio in questa prospettiva si inseriva l'evento  politico di Lunedì scorso, organizzata a Partinico proprio da Genova e dalla locale segreteria DC,  al quale ha preso parte la futura candidata Francesca Donato, anche lei vicina a Genova. La domanda a questo punto sorge spontanea: come è possibile cadere sempre negli stessi errori? Come è possibile ignorare tanti giovani, bravi, brillanti, puliti, competenti e di buona volontà, ai quali affidare idee,sogni e progetti, per inseguire personaggi di dubbia moralità? Può la pur legittima necessità di qualche voto in più, condizionare così negativamente la vita di un partito?

E andiamo ad un altro indagato eccellente: Calogero Randazzo, ex Vicesindaco PD di San Giuseppe Jato, candidato di Calenda-Renzi alle ultime elezioni regionali e soprattutto possibile ( almeno fino a ieri ) candidato Sindaco alle prossime amministrative di San Giuseppe Jato.
Randazzo aveva un ruolo di prim'ordine all'interno dell'organizzazione. Infatti era lui insieme a Carlo Battaglia, che procurava "Clienti" da inserire nel "giro"  ai quali, in cambio di cospicue somme di denaro, veniva garantita la ( falsa)  pensione a vita.
La sua collocazione tuttavia,  testimonia che la questione morale non ha colori politici e non è "appannaggio" solo di alcuni.

Carriere interrotte, reputazioni rovinate, famiglie e cittadini " infangati " in modo irreversibile. Tutto questo per la sete di denaro, di potere, per il desiderio di un lusso che non si potrebbe certo procurare con l'onesto lavoro e con attività lecite e sane.



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