Indagini sull’Amap dalla Finanza, sequestrati 20 milioni a Palermo


L' Amap e tre persone fisiche coinvolte in un’indagine per indebita percezione di erogazioni pubbliche aggravate dalla qualifica di “incaricati di pubblico servizio”. Il sequestro preventivo è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Palermo su richiesta della Procura Europea.

Il sequestro di 20 milioni di euro è avvenuto nei confronti della società che gestisce il servizio idrico, del direttore generale Giuseppe Ragonese, dell’amministratore unico Alessandro Di Martino e del suo predecessore Maria Concetta Prestigiacomo.

Le autorità italiane e l’Ufficio Europeo del Pubblico Ministero (EPPO) hanno proceduto nell’ambito di un’indagine per indebita percezione di erogazioni pubbliche aggravata dalla qualifica di “incaricati di pubblico servizio”.

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione al sequestro preventivo emesso dal Gip del  Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura Europea (EPPO) – Ufficio di Palermo. Le indagini sono state avviate in seguito a una denuncia sporta dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI) direttamente presso la sede EPPO di Lussemburgo.

Le autorità sospettano che la società pubblica e i tre individui coinvolti abbiano indebitamente percepito circa 20 milioni di euro in finanziamenti agevolati dalla BEI, a valere sul Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (“EFSI”), destinati a un programma di investimento nel settore della produzione di acqua potabile e trattamento delle acque reflue.

Le indagini, condotte dagli specialisti del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo – Gruppo Tutela Spesa Pubblica sotto il coordinamento della Procura Europea, hanno rivelato che il quadro manageriale della società pubblica avrebbe consapevolmente omesso di comunicare alla BEI gravi e reiterate violazioni, anche di rilevanza penale, in materia ambientale commesse tra il 2017 e il 2020. Tali violazioni sarebbero sfociate in un’ordinanza di commissariamento giudiziale emessa nel 2021 dal G.I.P. del Tribunale di Palermo e nella successiva richiesta di rinvio a giudizio dei responsabili.

Il sequestro preventivo disposto dal GIP del Tribunale di Palermo riguarda l’ammontare complessivo della somma oggetto del prestito, pari a circa 20 milioni di euro, in quanto ottenuta attraverso le omissioni informative fraudolentemente poste in essere dagli indagati.

L’operazione di oggi testimonia la stretta sinergia operativa tra la Procura Europea e la Guardia di Finanza nel tutelare gli interessi economico-finanziari dell’Unione Europea e nella lotta contro l’illecita apprensione di risorse destinate agli investimenti, che frena lo sviluppo del Paese.





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