Corleone, il Comune chiede l’allontanamento del figlio di Totò Riina
“Con l’ordine del giorno approvato all’unanimità – dice il sindaco – vogliamo nuovamente lanciare un messaggio forte e chiaro: Corleone vuole smarcarsi definitivamente da un passato di mafia e malaffare, anche allontanando concittadini sgraditi, come ‘Salvuccio’ Riina, che non ha mai preso le distanze dalle azioni spregevoli del padre Totò. Il danno d’immagine che la sua famiglia ha provocato alla città è grave e difficile da recuperare. Per fortuna c’è tanta gente che si adopera ogni giorno per il riscatto di Corleone, con il prezioso contributo delle forze dell’ordine, della scuola e della gran parte dei cittadini onesti”. “Il rispetto delle regole, le buone pratiche amministrative, gli spazi di libertà conquistati sono ormai patrimonio della comunità corleonese, che non vogliamo possano essere compressi da presenze indesiderate. Ed è per questo che, sicuri di interpretare il desiderio di gran parte della cittadinanza, chiediamo il suo celere allontanamento da Corleone”, conclude il sindaco Nicolosi.
Il ritorno in città di Riina junior subito dopo l'arresto di Messina Denaro, non può essere solo una mera coincidenza. Lo spessore criminale del pregiudicato infatti, lascia immaginare, ed è quanto affermano fonti infoinvestigative, che non siano da escludere eventuali influenze nella gestione delle attività illecite e nella riorganizzazione degli equilibri di potere interni ai clan.
Di qui la preoccupazione di tanti cittadini onesti che ora temono per la città, la perdita di quel minimo di "serenità" acquisita in questi ultimi anni.
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