Democrazia Cristiana. Irregolare la nomina di Pace. Comunicato della segreteria nazionale.


A poche ore dalla notizia battuta dalle testate nazionali e regionali sulla nomina del nuovo segretario della Democrazia Cristiana, arriva la contestazione dei vertici in carica che sottolineano l' illegittimità dell' operazione.

Il partito che fino a 10 mesi fa' era saldamente nelle mani di Totò Cuffaro e che è stato travolto da una inchiesta giudiziaria insieme al suo leader, entra in una nuova fase di tensione interna. Al centro dello scontro c'è proprio la designazione di Carmelo Pace a segretario nazionale, contestata da una parte del partito che mette in dubbio la legittimità dell’organismo che ha assunto tale decisione. Sullo sfondo, il XXI Congresso Nazionale già convocato per il 24 e 25 ottobre a Roma.

La decisione assunta dal Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana rischia così di aprire un nuovo fronte di confronto all’interno del partito. L’assemblea ha indicato l’onorevole Carmelo Pace quale nuovo segretario nazionale, ma sulla legittimità della deliberazione è immediatamente arrivata una contestazione destinata a pesare sul percorso verso il Congresso.

Il punto centrale della controversia non riguarda, almeno in questa fase, soltanto la persona indicata alla guida del partito, ma soprattutto la legittimità dell’organismo che ha adottato la delibera.

Secondo i contestatori, infatti, il Consiglio Nazionale sarebbe già decaduto e, di conseguenza, non avrebbe più titolo per procedere a una nomina di tale rilevanza. Si tratta di una contestazione che dovrà essere verificata alla luce dello statuto, degli atti relativi alla composizione e alla durata dell'organismo e, soprattutto, del verbale e della delibera approvati nella riunione.

La questione è particolarmente delicata perché la Democrazia Cristiana si trova già formalmente nel percorso che conduce al XXI Congresso Nazionale, convocato a Roma per il 24 e 25 ottobre 2026. Il regolamento ufficiale pubblicato dalla stessa DC stabilisce che sarà il Congresso a eleggere il segretario politico e le altre cariche statutarie, attraverso scrutinio segreto e a maggioranza dei voti.

Ed è proprio questo il nodo politico della vicenda: quale funzione avrebbe una nomina del segretario nazionale a poche settimane dall’assemblea congressuale chiamata a eleggere la nuova leadership?

Il regolamento congressuale prevede inoltre un percorso preciso per la presentazione delle candidature e per l'elezione degli organi nazionali. Il Congresso, quindi, rappresenta la sede formalmente individuata per definire il nuovo assetto del partito.

La designazione di Pace non arriva, peraltro, senza una precedente discussione sulla necessità di procedere alla scelta del nuovo segretario.

Il 31 agosto scorso lo stesso Carmelo Pace aveva annunciato che una maggioranza dei componenti del Consiglio Nazionale aveva sottoscritto una richiesta al presidente del Consiglio Nazionale, Renato Grassi, per ottenere la convocazione dell'organismo e procedere all'elezione del nuovo segretario. La richiesta veniva motivata con l'esigenza di garantire funzionalità, rappresentatività e operatività agli organi dirigenti della DC.

La riunione di oggi e la conseguente nomina di Pace rappresentano dunque l'esito di un confronto che era già aperto all'interno del partito.

Il problema, oggi, è che una parte della DC sostiene che proprio quell'organismo non fosse più nelle condizioni statutarie per assumere una decisione di questo tipo.

Carmelo Pace è una figura di primo piano della Democrazia Cristiana siciliana. È stato capogruppo del partito all'Assemblea Regionale Siciliana e ha avuto un ruolo politico rilevante nell'organizzazione regionale della DC.

Il suo nome è da tempo strettamente associato alla leadership siciliana del partito e, in particolare, alla stagione politica di Totò Cuffaro. Fonti della stessa DC hanno documentato negli anni la presenza congiunta di Cuffaro e Pace nelle principali iniziative politiche del partito.

Nel congresso regionale siciliano del settembre 2026, Pace è stato inoltre indicato come responsabile organizzativo, mentre Stefano Cirillo è stato eletto segretario regionale.

La sua designazione alla guida nazionale assume quindi inevitabilmente anche un significato politico all'interno degli equilibri che attraversano la Democrazia Cristiana.

Per i suoi oppositori, la nomina rappresenterebbe il consolidamento dell'area politica siciliana riconducibile a Cuffaro. Questa, tuttavia, è una lettura politica degli avversari della scelta, non un fatto accertato, e dovrà essere distinta dagli elementi formali relativi alla validità della deliberazione.

È questo, in definitiva, l'interrogativo sul quale potrebbe concentrarsi lo scontro nelle prossime settimane.

Se il Consiglio Nazionale risultasse pienamente legittimato ad operare nella fase precedente al Congresso, la deliberazione di nomina dovrà essere valutata sulla base delle competenze attribuitegli dallo statuto e delle procedure seguite.

Se invece venisse accertata la decadenza dell'organismo prima della riunione, si porrebbe il problema della legittimità degli atti adottati successivamente, compresa la designazione del nuovo segretario.

Per arrivare a una conclusione non sono quindi sufficienti le dichiarazioni delle diverse componenti. Sarà necessario esaminare lo statuto della DC, il verbale della riunione, la delibera di nomina, la composizione del Consiglio Nazionale, gli eventuali atti che ne avrebbero determinato la decadenza e le norme che disciplinano i poteri degli organi nella fase precongressuale.

Un elemento, intanto, appare formalmente definito: il XXI Congresso Nazionale della Democrazia Cristiana è convocato a Roma il 24 e 25 ottobre 2026. Il regolamento stabilisce anche le procedure per la formazione delle delegazioni territoriali e per il percorso che porterà all'elezione degli organi nazionali.

La controversia sulla nomina di Pace si inserisce dunque in una fase particolarmente delicata. Da una parte c'è chi considera necessaria l'individuazione di una guida nazionale immediatamente operativa; dall'altra chi ritiene che, a ridosso del Congresso, la scelta debba essere rimessa esclusivamente all'assemblea congressuale secondo le procedure previste.

La partita, pertanto, non sembra chiusa con la deliberazione del Consiglio Nazionale.

Al contrario, la nomina di Carmelo Pace potrebbe diventare uno dei temi centrali del confronto che accompagnerà la DC verso il Congresso di ottobre.

A quel punto, più che le contrapposizioni politiche, saranno gli atti ufficiali e le norme statutarie a dover chiarire un interrogativo essenziale: il Consiglio Nazionale aveva ancora il potere di nominare il segretario oppure la scelta spettava ormai al Congresso?

La risposta a questa domanda determinerà il peso e la validità della decisione assunta e potrebbe incidere direttamente sul percorso di rinnovamento della leadership nazionale della Democrazia Cristiana.

(Redaz.)

Commenti

Post popolari in questo blog

San Giuseppe Jato, tentata truffa del “finto incidente”: due uomini arrestati dai carabinieri.

San Cipirello, revisione del processo dopo il patteggiamento. Assolto funzionario comunale.

San Cipirello, Ezio Capitelli eletto nel Consiglio dell'Ordine dei Dottori Commercialisti di Palermo