San Giuseppe Jato, tutti contro tutti. Il luna park della politica locale.
A San Giuseppe Jato la festa patronale comincia domani, ma evidentemente qualcuno ha pensato di anticipare lo spettacolo. Non servono giostre, autoscontri o montagne russe: per assistere al tutti contro tutti bastava oggi entrare nell’aula del Consiglio comunale.
La seduta, infatti, si è trasformata in una sorta di luna park istituzionale, con tanto di attrazioni. E se da domani ci saranno le giostre vere, oggi in Consiglio comunale è andato in scena una sorta di autoscontro politico in cui, alla fine, è stato difficile trovare automobiline senza ammaccature.
A fare da apripista alla giornata movimentata sono state le critiche del vicepresidente del Consiglio comunale, che ha puntato il dito contro la macchina burocratica per i ritardi nella trasmissione e nel deposito degli atti destinati ai consiglieri. Una questione tutt’altro che secondaria: "per chi deve discutere e votare, avere gli atti per tempo sarebbe un dettaglio piuttosto utile". Un po’ come avere i gettoni prima di salire sulle giostre.
Ma il vero spettacolo è arrivato quando il fuoco ha cominciato a propagarsi verso il vertice dell’aula.
Il capogruppo di maggioranza D’Agostino ha contestato al presidente del Consiglio comunale la capacità di applicare correttamente il regolamento. In altre parole, una domanda aleggiava nell’aria: chi dovrebbe conoscere meglio il regolamento, se non chi presiede il Consiglio?
Come se non bastasse, è arrivato anche l’assessore al Bilancio che ha individuato proprio nel presidente il responsabile dei ritardi nel deposito degli atti. Insomma, mentre il vicepresidente guardava con sospetto la macchina burocratica, dalla maggioranza qualcuno sembrava aver già trovato il conducente.
A quel punto, per completare il giro delle attrazioni, mancava soltanto lo scontro finale. E puntualmente è arrivato. Tra il sindaco Siviglia e il capo dell’opposizione Costanza è andato in scena un duro confronto verbale che ha fatto saltare definitivamente i freni alla seduta. I toni si sono fatti talmente accesi da rendere inevitabile la sospensione dei lavori.
Il Consiglio comunale, insomma, ha deciso di chiudere temporaneamente le montagne russe prima che qualcuno finisse davvero fuori pista.
La scena restituisce l'immagine di un’aula nella quale, nel giro di poche ore, le accuse hanno cominciato a viaggiare in tutte le direzioni: dalla burocrazia al presidente, dal regolamento agli atti, dalla maggioranza all’opposizione, fino allo scontro tra sindaco e leader dell’opposizione.
Un vero luna park politico, con una differenza sostanziale rispetto a quello che da domani animerà San Giuseppe Jato: lì gli autoscontri sono autorizzati e, soprattutto, alla fine si scende e si ricomincia da capo.
In Consiglio, invece, il rischio è che qualcuno continui a girare sulla stessa giostra anche dopo la fine della musica.
E così, alla vigilia della festa patronale, San Giuseppe Jato può vantare già una prima attrazione: il Consiglio comunale versione autoscontro.
Per le altre giostre, appuntamento a domani.
(Redaz)
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