Politica, il caso Cuffaro e i possibili scenari. Quale futuro per il governo regionale?


Il quadro che via via sta emergendo dall'inchiesta che coinvolge Cuffaro e altri personaggi di primo piano della politica e della burocrazia regionale, si fa sempre più chiaro e continua a svelare particolari dettagli sull' esistenza di un forte condizionamento che sarebbe stato messo in atto sulle scelte manageriali, sulle nomine e sull' attività di settori e dipartimenti, da parte dei soggetti finiti sotto inchiesta. Il polverone sollevato dal “SiciliaGate” ha provocato l'ira della Meloni, che avrebbe provato a fare pressione per spingere Schifani alle dimissioni.

Ma è impensabile che il centro destra ricada nello stesso errore del 2012, quando a seguito della vicenda giudiziaria che coinvolse l'allora governatore Raffaele Lombardo e delle conseguenti dimissioni dello stesso, perse le elezioni regionali. Un risultato favorito dall'onda emotiva e da un forte sentimento di indignazione che spinse gli elettori siciliani a votare per il centro sinistra e per Rosario Crocetta. Oltretutto, a differenza del citato precedente, ad essere coinvolto stavolta non è il governatore in carica bensì pezzi della sua maggioranza.

Forti di questa esperienza, i dirigenti regionali dei partiti di governo hanno provato a spiegare alla premier che si tratta di una via impossibile da praticare. Ma è inevitabile che arrivino ulteriori iniziative oltre a quelle che hanno portato all'allontanamento dei tre burocrati coinvolti nell'inchiesta.

Proprio per questo gli scenari che potrebbero delinearsi sono quattro e tutti rischiano di incidere sugli equilibri interni alla maggioranza di governo. 
Il primo scenario porterebbe alle dimissioni volontarie dalla giunta dei due assessori della DC, che potrebbe, a quel punto, determinare l'uscita dello scudocrociato dalla maggioranza o, in alternativa, un appoggio esterno al governo Schifani. Questa eventuale scelta potrebbe essere deliberata dalla direzione regionale che si riunirà il 19 Novembre.

Il secondo scenario potrebbe invece determinarsi nel caso in cui sia il governatore ad allontanare i due assessori DC. In questo caso l'uscita dalla maggioranza degli otto deputati democristiani sarebbe quasi automatica.

Più complicati e per questo meno probabili gli altri due scenari.      Uno, l'azzeramento della giunta, spingerebbe Schifani a comporre un governo con figure di alto profilo, magari tecnici e comunque non politici, per poi provare a verificare in parlamento l'esistenza di una maggioranza pronta a sostenere questo nuovo governo. Ma qui non mancherebbero certo le incognite e il percorso potrebbe essere tutt'altro che scontato.

L'ultimo scenario, ovvero le dimissioni di Schifani e nuove elezioni, ad oggi sembra il meno probabile, proprio per i motivi già citati, ma paradossalmente sarebbe quello più efficace in termini di segnali ai siciliani, che si aspettano un vero cambiamento ed una politica rinnovata e finalmente pulita.

( Redaz.)

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