Elezioni a San Giuseppe Jato, Alamia "campagna elettorale di scarso livello e sconfitta della politica ".

Elezioni comunali a San Giuseppe Jato, ultimi giorni di campagna elettorale. Abbiamo chiesto a Totò Alamia, mente storica e profondo conoscitore della politica locale, un parere su ciò che si è visto e vissuto nelle ultime settimane.
Una sua valutazione, che  campagna elettorale è stata?

A mio avviso è stata una campagna elettorale animata esclusivamente dalla presenza dei “tifosi”, dove il confronto politico si è trasformato in una competizione priva di contenuti che si svolge alla presenza dei sostenitori, ognuno ha la sua fetta di sostenitori che cerca di illudere con false promesse. Poi c'è la componente di natura personale che determina le scelte degli elettori ammaliati dalle promesse dell'amico, del cugino e così via. Nei fatti abbiamo assistito alla sconfitta della politica, a vantaggio ancora una volta del clientelismo. 
Riconosco però alcune novità positive, come la presenza di tante donne e  giovani  alla prima esperienza elettorale che spero possano fare bene alla politica e al bisogno di rigenerazione della classe dirigente. In molti di loro riconosco qualità, competenze e innovazione in misura maggiore rispetto persino ai loro candidati sindaci.

Parliamo un attimo di programmi. Come li valuta e sopratutto vorremmo chiederle se il programma può essere ancora un valido strumento di valutazione per l'elettore e di differenziazione delle diverse proposte politiche.

Ultimamente c'è la tendenza a trasformare i programmi in specchietti per le allodole; proclami più o meno belli, articolati, contenitori dove all'interno si mette tutto e il contrario di tutto, salvo poi una volta eletti fare l'esatto contrario rispetto agli impegni assunti con gli elettori.
Nei tre programmi dei candidati non vedo grande differenziazione; vedo delle sensibilità diverse, questo si, come ad esempio l'aspetto della solidarietà e l'attenzione nei confronti degli ultimi, che in qualche lista sono un po' più marcati rispetto ad altre. Manca invece una risposta seria ai percettori di reddito di cittadinanza che hanno perso questo beneficio.
Dai programmi non si evince alcuna capacità progettuale per quanto riguarda i bisogni dei cittadini come: il lavoro, la sanità, il turismo le opportunità per i giovani e per gli  artigiani.
Non sono presenti proposte circa la mobilità interna e i trasporti, l' enogastronomia, non si fa alcun riferimento alle comunità energetiche né alla possibilità di abbassamento della tassa sui rifiuti, visto che San Giuseppe Jato ha una delle percentuali più alte in termini di raccolta differenziata. 
Così come manca una vertenzialità nei confronti della regione su viabilità, trasporti, servizi da garantire ai cittadini, valorizzazione del nostro territorio e dalla sua preziosa risorsa ambientale, culturale e archeologica.
In altri termini a mio avviso manca una vera proposta di governo.

Spostiamoci sugli apparentamenti. Oltre alla trasversalità come elemento comune in quanto registriamo la presenza di partiti di tutti gli schieramenti nelle tre liste, vediamo che alcuni gruppi e partiti che non sono riusciti a elaborare una proposta politico- amministrativa sono in cerca di spazio e stanno cercando di rientrare dalla finestra dopo essere usciti dalla porta.

Se dovessi dare un titolo ai movimenti del PD, Italia vive o di altri gruppi di centro destra registrati in questa campagna elettorale e soprattutto agli ultimi apparentamenti, non avrei alcuna difficoltà  a dare un titolo :  “Totò cerca casa”. 
Questa ispirazione me l'hanno fornita i tanti personaggi che hanno cercato o cercano di accasarsi con questo o con quel sindaco in cambio di un posticino o di un pezzetto di potere.
Assistiamo inoltre ad un paradosso; su tre liste, due sono apertamente di centro destra e non lo nascondono e debbo constatare che  una forza di centrosinistra, quella che più di tutte aveva il dovere di farsi trovare pronta e organizzata per esprimere un candidato sindaco e che doveva essere in  contrapposizione con le liste di centrodestra, a maggior ragione dopo la vicenda dello scioglimento e la gestione commissariale, fallisce miseramente. Per dì più sottoscrive un accordo politico con uno dei candidati di centro destra.
Tale decisione  la  trovo ridicola e credo che questa sia la vera sconfitta della politica. Una vicenda triste, che mortifica alcuni personaggi e la loro storia personale. Per quanto mi riguarda bisogna però distinguere le vittime e i carnefici. Una persona con una lunga militanza  politica di sinistra  che decide di diventare galoppino elettorale  della destra è un poveraccio senza orgoglio, che non ha rispetto per la propria storia e che probabilmente è vittima di se stesso e della propria sete di potere. Ma chi lo ha corrotto con promesse di poltrone, è uno che sceglie deliberatamente di mortificare la storia politica degli altri. In questo senso dò più colpe ai corruttori che ai corrotti. E infine mi infastidisce l'ennesimo tentativo di contrapporre la politica con l' antipolitica. Un sindaco non può fare a meno di rapportarsi con la  politica e con le istituzioni. 
Se si afferma questo probabilmente non si è capito granchè della democrazia e del ruolo delle Istituzioni.

(Si.Ma)

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