Piccole imprese schiacciate dall'inflazione: il report di Confartigianato Sicilia
E se economicamente le imprese vanno sostenute, non è un buon dato leggere che le Amministrazioni comunali dell’Isola impiegano in media 46 giorni per effettuare un pagamento e questo posiziona la Sicilia tra le prime tre regioni d’Italia con tempi più dilatati. Sono questi alcuni dei numeri chiave contenuti nel primo report 2023 stilato dall’Osservatorio economico di Confartigianato Sicilia. Una fotografia in chiaro scuro che, se da un lato mostra numeri allarmanti, dall’altro sottolinea come in Sicilia, nonostante le difficolta?, si è registrata una piccola crescita del numero di imprese, di cui molte artigiane, a conferma del fatto che lo spirito imprenditoriale non viene meno e la voglia di fare impresa non manca.
Il report è stato presentato questa mattina all’assessore regionale all’Economia, Marco Falcone, nell’ambito dell’iniziativa “A colloquio con…”. “Abbiamo scelto di presentare il nostro report all’assessore regionale all’Economia - hanno spiegato Daniele La Porta e Andrea Di Vincenzo, rispettivamente presidente e segretario di Confartigianato Sicilia - perché le nostre imprese lavorano con grandi difficoltà e non possiamo non illustrare i nostri dati ed esprimere le nostre preoccupazioni a chi gestisce le casse della nostra Sicilia. La Regione fa tanto, ma spesso questo tanto non è cucito sulle esigenze delle nostre imprese. Dal bonus energia, che per ottenerlo è requisito necessario avere il Durc in regola (Durc che in questo momento di difficoltà molte aziende arrancano ad ottenerlo) al Fondo ripresa Sicilia che vede escluse proprio le Mpi”.
L’assessore Falcone si è impegnato a valutare un nuovo bando che possa aprire le porte anche alle micro e piccole imprese, così come ha preso l’impegno di accorciare i tempi dei pagamenti della pubblica amministrazione chiedendo un nuovo focus a distanza di un anno. Stesso discorso, per un processo di sburocratizzazione della macchina amministrativa.
registrati per le province di Palermo (+1,39%), Ragusa (+0,69%) e Siracusa (+0,51%).
COSTRUZIONI. Alle ottime performance di crescita del 2022 ha contribuito in misura maggiore il settore delle Costruzioni, che nel nostro territorio ha visto il valore aggiunto registrare l'incremento maggiore di +28,6%, rispetto al pre-pandemia. La spinta verso l’alto e? conseguenza che scaturisce anche dalla messa in campo di bonus: in Sicilia il Superbonus 110% ha attivato il 73,8% del valore aggiunto del settore. Ad oggi nella regione a causa della situazione delle imprese del settore con crediti fiscali incagliati risultano a rischio 11mila posti di lavoro delle Mpi delle Costruzioni di cui 2.520 a Catania, 2.320 a Palermo, 1.700 a Messina, 990 a Ragusa, 350 a Trapani, 820 ad Agrigento, 810 a Siracusa, 550 a Caltanissetta e 360 a Enna.
Rispetto al percorso previsto per il prossimo decennio dalla direttiva europea sugli edifici green e? possibile stabilire il punto di partenza, per il nostro territorio, tenendo conto dei seguenti numeri: 87,5% edifici residenziali costruiti oltre 30 anni fa (prima del 1990), 26,2% di edifici residenziali in stato di conservazione mediocre-pessimo e 76,7% di edifici nelle classi energetiche meno efficienti (F-G). Tra le province quote maggiori di edifici in classi energetiche meno efficienti si rilevano a Enna (87,1%), Caltanissetta (81,6%) e Agrigento (81,5%).
La stretta monetaria rappresenta un altro fattore critico che potrà comportare ricadute pesanti sul settore traino della crescita, già in forte difficolta? a causa dei crediti incagliati nei cassetti fiscali. Tale preoccupazione risulta elevata poiché da sempre sono le imprese di questo comparto a sostenere i costi più elevati del credito: gli ultimi dati riferiti a giugno 2022 difatti mostrano un tasso di interesse pagato dalle imprese delle costruzioni, del 3,91%, superiore di 125 p.b. rispetto al tasso del 2,66% pagato dal totale imprese.
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